Haters della tastiera: a Natale (e non solo) usate il buon senso
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Haters della tastiera: a Natale (e non solo) usate il buon senso

Cosa vorrei che mi portasse Babbo Natale? Ci penso un attimo e forse vorrei un sacco pieno pieno di buon senso.

Per curare al meglio la mia gastrite nervosa (e non solo mia) causata da un’insostenibile intolleranza nei confronti degli haters da tastiera. Quelli che non perdono tempo (beati loro che ne hanno a disposizione un sacco pieno) ad innondare la rete di recensioni negative.

Per partito preso a volte, senza cognizioni di causa spesso o perchè si sentono presi in giro o defraudati di un servizio pagato caro, di un piatto immangiabile, di una consegna fatta in ritardo. A volte, addirittura senza mai essere stati in quel posto.

Nessuno me ne voglia, c’è il diritto di parola (espressione) in qualsiasi democrazia (meglio sarebbe sottolineare quelle della scrittura con l’avvento delle recensioni anche sui vibratori di ultima generazione), paro paro al diritto di replica.

Ma stiamo esagerando. Bastano 5 minuti di attesa in più per sparare a zero, un preventivo cambiato in corso d’opera e si urla allo scandalo. A questo si aggiunge una delle malattie del secolo, la tuttologia: scriviamo di cibo come se fossimo tutti Bottura o Canavacciolo, di pneumatici come se avessimo frequentato le scuderie della Ferrari, fomentiamo gli altri che ci leggono a non mettere più piede in questo posto o di stare attenti a quel proprietario perchè si prende gioco del cliente.

Partendo dal presupposto che nello stesso momento in cui mi metto nelle mani di un professionista o scelgo un negozio piuttosto che un ristorante, è comunque una mia libera scelta. Il risultato finale è, e sarà sempre, soggettivo. Se poi vado a cambiare le gomme, e dieci minuti prima ho saputo che la mia fidanzata mi ha tradito, potrei essere anche leggermente disturbato.

Vorrei scrivere una lettera a Babbo Natale  chiedendo a tutti di essere più buoni. Per gli haters della tastiera se posso, suggerisco un consiglio: scrivete a vostro figlio dicendogli che lo amate, scrivete al vostro titolare che non siete mai stati così contenti di lavorare per lui, scrivete al vostro migliore amico che vi manca, tanto. Mollate il pc o lo smartphone e andate a farvi una bella e sana “ciaspolata” in montagna o una sauna.

Il resto è solo buon senso. Attenzione haters della tastiera: sempre di più le recensioni sono verificate.

 

Marco Treu

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